Le
Cinque Terre comprendono la fascia costiera del territorio che va da Punta Mesco, il promontorio a occidente di
Monterosso, fino a
Portovenere; un lempo di costa, tra il mare e il crinale montuoso lungo circa 15 chilometri. Alle loro spalle si trova la Val di Vara e nella parte terminale, il
Golfo della Spezia.
Il profilo irto e scosceso del suo comprensorio, a tratti strapiombante sul mare, con manto alterno di coltivi di viti terrazzate, mediante mura a secco, affioranti di rocce e superfici incolte ricoperte d'erica, di ginestre e di pino, nella profondità di soli tre o quattro chilometri, evidenzia rilievi che possono raggiungere persino i 700 e gli 800 metri di altezza. Tra queste creste montuose degradanti sul mare delle ultime propaggini dell'Appennino Ligure, tra le insenature dei suoi contrafforti, si sono, nel tempo rannicchiati i paesi delle
Cinque Terre:
Riomaggiore,
Manarola,
Corniglia,
Vernazza,
Monterosso. Si tratta di una striscia di terra e di roccia di una natura tanto meravigliosa quanto aspra e severa, in cui, da millenni, si è insediato un uomo assuefatto alle difficoltà e alla fatica, sempre in lotta, in una sfida d'amore con il proprio ambiente.
Il secolare e aristocratico isolamento di questo lembo di territorio ligure ha certamente contribuito a salvaguardare la bellezza e il fascino di un paesaggio inusitato, vigoroso e in gran parte intatto, unitamente alla particolarità dei suoi cinque paesi. Tutto ciò è fondamentale e pare la base dell'attrazione irresistibile che suscitano le
Cinque Terre sulla fantasia dei sempre maggiori appassionati visitatori. In nessun luogo forse, come nelle
Cinque Terre, l'uomo ha mutato l'ambiente originario e dall'uomo deriva l'identità dell'ambientale tanto che la natura e la storia umana appaiono inscindibili.